Sepulveda: leggere il futuro

Un pezzo di carta e una penna. La mia curiosità e la voglia di ascoltare le parole, la storia, gli aneddoti di uno scrittore che ho potuto apprezzare fin dalle scuole superiori: Luis Sepulveda.
Come scenario la Triennale di Milano, ottima location per l’inaugurazione dell’evento BookCity.
Quasi casualmente trovo spazio nelle prime file della platea. Un click sulla stilo e inizio a scrivere.
“…un paese che legge è un paese che ha più possibilità di innovare…”
Leggere, non solo libri, ma anche la realtà, la vita di tutti i giorni. Innovare, fare un passo avanti, riuscire a proiettarsi nel futuro.
Lo stesso futuro che necessita della collettività, dell’unione. Dell’aiuto e della stima reciproca. Credere nel prossimo e quindi nel valore dell’amicizia. Ragionare più sul noi e meno sull’io.
E Sepulveda con ironia e frasi taglienti, è riuscito a coinvolgere una folla, a renderla attiva portandola nella sua casa, accogliendola e omaggiandola con i suoi racconti. Una folla che in qualche modo si è trasformata nel “noi” da lui espresso.

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