Non c’è 10 che tenga

Sono fermo nel bel mezzo della Pianura Padana. Stasera il clima non è dei migliori. Il cielo è grigio e fuori piove. Intorno a me tanta gente. Devo dire che nell’aria c’è un nonsocchè di stanco, affaticato. Insomma la fine della domenica. Ricordo quando ero più piccolo, quanto questo giorno della settimana fosse particolare. Bello, bellissimo fino all’una circa. Fino all’inizio del pranzo. E poi, man mano che le ore passavano, la domenica si trasformava in una sorta di ansia per il lunedì. Niente di strano. Ricordo come ormai mi fossi abituato ad eseguire meccanicamente i compiti. Senza farmi troppe domande. Senza troppi dubbi. Sono sempre andato bene a scuola. A parte le materie scientifiche, in quelle cosiddette umanistiche mi divertivo anche. Ma ponendomi sempre troppi pochi perché. Ora che ci penso, forse il compito della scuola potrebbe anche essere quello. Creare curiosità. Spesso questa curiosità c’era, ma non sempre. Troppe volte invece si inciampava nel rassicurante voto, in quel sei, in quel sette, in quel dieci tanto ambito. Il voto, la dolce culla, il calmante, la camomilla per dormire sonni tranquilli. Forse ero troppo immaturo per capire l’importanza dell’extra scolastico. Forse, tutto quello che andava lontano dalle materie istituzionalizzate non era poi così interessante. Non lo so. Di certo è che da un paio d’anni studio per conto mio. Studio cose che nessuno mi impone. E sono contento così. Senza voti. I voti sono quelli che ti da la strada. Sono il tuo premio personale, quando riesci a concludere qualcosa in qualsiasi campo. Quando insomma riesci a chiudere il cerchio. Da un paio d’anni mi sono svegliato e uscito da questo mondo ovattato. E riesco a vedere con occhio critico quello che mi circonda. Neodiplomati e neolaureati ambiziosi, nutriti di pillole di saggezza lontane mille miglia dalla realtà. È quasi un controsenso, vivere in mondi paralleli e vedersi catapultati da un giorno all’altro nel mondo reale. Dove non puoi andare in giro col vocabolario delle frasi fatte per le occasioni, per il lavoro. Dove sei tu. E tu devi comunque riuscire a sbrigartela. E non c’è 10 che tenga. 

Moodoo Writethecity

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Wei Seng Chen World Press Photo 2013

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