Il mestiere del calzolaio

Al numero civico 120 di Viale Monza a Milano ho scoperto un mondo unico e fantastico: il calzolaio Ruggiero. Con al collo la mia macchina fotografica sono entrato nella speranza di incontrare un sorriso e la disponibilità ad una piccola intervista. E l’accoglienza è stata stupenda, come è nel caso in cui si incontra un signore gentile e garbato che conosce bene il suo mestiere e può insegnare tanto. Ma spesso lo dimentichiamo. Parlo della mia generazione, spesso chiusa in casa nell’attesa del nulla, ignorando che fuori c’è un mondo da scoprire. Non importa se questo mondo è il negozio sotto casa o l’artigiano all’angolo della strada. Ogni realtà è magica, perché ogni magia può raccontarti nuove realtà. È così che nel giro di pochi minuti Ruggiero, il titolare di questa calzoleria, mi ha descritto il suo mestiere. Un lavoro fatto di sacrifici, cura per il dettaglio e passione. Ma soprattutto grande maestria nel maneggiare colle, scarpe, martelli e marchingegni bellissimi e rari. Avete presente quei macchinari che ricordano un pò gli anni ’60, ancora attualissimi e importanti? Quei macchinari con una grafica accattivante, molto “belle époque”. Come la macchina da cucire Singer, una delizia per i miei occhi. Non so voi, ma a me scoprire e studiare questi laboratori artigiani mi riempie il cuore di gioia e orgoglio. Lo stesso orgoglio che Ruggero mette nel suo lavoro e quell’orgolgio con la quale cerco di battere sul tempo la mia timidezza e creare un reportage fotografico che spero piaccia.
Durante la nostra chiacchierata, quello che maggiormente mi ha colpito è stato il concetto di fiducia. La fiducia che questo artigiano ha posto nei miei confronti. Non è da tutti, soprattutto negli ultimi tempi. La fiducia è l’ingrediente fondamentale nel rapporto tra le persone, quando manca è tutto più difficile. La fiducia permette di sognare, di tentarci almeno. La fiducia ha fatto si che io sia qui a scrivere questo articolo. La fiducia permette di collaborare, aiutare e farsi aiutare. E purtroppo è sempre più difficile. Altre persone sono sicuro non si sarebbero comportate come Ruggero. Lui si. E per questo lo ringrazio.

Alla prossima intervista, grazie per la lettura.

Massimo Demelas

http://www.massimodemelas.wordpress.com

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2 pensieri su “Il mestiere del calzolaio

  1. Massi, ma tu ispiri anche fiducia, bisogna dirlo!
    Bellissimo post, molto colorato nel suo entusiasmo e commovente nella spontaneità!
    Capisco bene le sensazioni che hai descritto e hai ragione quando parli della nostra generazione che apetta, aspetta il nulla. Forse succede anche a me. Ma avere qualcuno che ti sbatte in faccia la realtà ti smuove un po’.
    Continua a smuovere gli animi Massi!
    Ci vediamo presto

    • Grazie Chemmi 😉 Grazie per l’attenzione, il commento e l’amicizia! Anche tu smuovi gli animi, che credi? Ricordo tutta la fatica e l’entusiasmo che hai messo nella tua opera al Carroponte 🙂 E ti capisco! Continua così 🙂

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