La bicicletta a Nuoro e Milano

Ultimamente a Milano sto vedendo parecchie biciclette da corsa, quelle dove per frenare devi dare una pedalata al contrario. Mi piacciono molto, ma costano anche molto. Sono bici particolari che a prima vista sembrano poco pratiche, o comunque non così comode come le classiche “grazielle”. Penso che il loro utilizzo sia più una questione di moda che altro. Sulle loro selle trovi un po’ di tutto, dall’impiegato di banca al giovane col ciuffo ribelle e i pantaloni arrotolati con caviglie a vista. Sfrecciano sulle strade e si fermano, non sempre ma quasi, ai semafori come le macchine.
È tutto così strano al mio sguardo, soprattutto perché a Nuoro di bici ne ho viste sempre pochissime. Sarà che Nuoro è fatta di salite e discese, sarà perché non abbiamo la cultura della bicicletta.
A Milano un po’ si. C’è un maggior uso di questo mezzo, ma neanche più di tanto. È un peccato perché Milano potrebbe essere girata tranquillamente con le biciclette, se non fosse che le piste ciclabili sono praticamente inesistenti e il traffico la fa da padrone.
Mi capita spesso di usare la bici, soprattutto per arrivare alla fermata della metro più vicina. È sempre un continuo frenare, fare attenzione alle macchine che sbucano da ogni dove, saltare sui marciapiedi.
Qui a Milano ho una bici, penso degli anni ’80, con qualche punto di ruggine, ma è molto bella. È a metà tra bici da passeggio e bici da corsa (ma molto più da passeggio). Mi sarei sognato di usarla a Nuoro. Non so se ora i tempi sono cambiati, ma quando ero giovine io, l’obbligo per qualsiasi bambino dai 6 fino ai 18 anni era possedere una mountain bike. Di quelle massicce, con le ruote imponenti, con tante marce. Non sarebbe mai stato possibile andare in giro con una graziella. Saresti stato preso in giro a vita. Quindi si andava tutti in giro in mountain bike, sognando un giorno di avere il motorino (giorno che non è mai arrivato).
A proposito di motorino, in quegli anni a Nuoro (e penso anche adesso) il mezzo preferito dagli over 14, in linea con la filosofia dettata dalla mountain bike, era tutto quello che poteva essere potente, grosso, robusto, forte. Quindi negli anni ’90 e 2000 si vedevano solo Aprilia SR, Beta Ark, Booster, Phantom F12 e tanti altri. Era rarissimo vedere Scarabeo o Liberty.
Tra il mio peregrinare in Italia, sono stato anche a Pesaro. Qui la bici la usano veramente tutti. Ma proprio tutti, dall’anziana di 80 anni, alla famiglia con bambini al seguito. Pioggia, neve, grandine, sole, notte: troverai sempre qualcuno in bici. Mi fa ridere se penso a Nuoro, non riuscirei mai a vedere una tzia di ottant’anni in sella ad una due ruote. E non riuscirei nemmeno a scorgere un sedicenne ai pedali di una graziella.
A Pesaro invece si, e un po’ anche a Milano. Qualche settimana fa ho fatto un salto in una rivendita di biciclette vicinissima alla Stazione Centrale. E come per magia mi è sembrato di tornare a Nuoro, quando da piccolo andavo insieme a mio padre da Demurtas ora vicino al Sacro Cuore, prima nei pressi di Piazza dè Bernardi. Quanti bei ricordi.

Grazie per la lettura e al prossimo articolo.

Massimo Demelas

http://www.massimodemelas.wordpress.com

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