A pugni col mondo. O forse, semplicemente, a carezze

Ho necessità di comunicare. Ho necessità di scrivere. Ho necessità di vita. Troppa gente fatta di società. Troppo, dentro mai fuori. Senza possibilità di rompere gli schemi. Adeguati, addomesticati, tritati. Siamo carne da macello. È così difficile uscire dal cerchio, lanciare il sasso e, a saltelli, percorrere la propria strada. La strada che percorro, che cerco di percorrere, non so dove mi porterà. Non può dirlo nessuno. Nessuno può dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Alcune volte pensiamo che il percorso sia giusto. Poi il clacson della vita ci ferma. Immobilizza. Stop. Ma, allacciate le scarpe e cambiata la suola, riprendiamo il nostro cammino. Io cerco di fregarmene, di tutto e di tutti. Lo scrivo, ma so che non è così. Vorrei fregarmene. Ci provo. Oggi ho dato una strimpellata alla vita. Un vero gesto anarchico. Ho pubblicizzato la mia futura semplice piccola beata mostra fotografica. Un gesto anarchico perchè non guidato, non preparato, non regolare. Un gesto anarchico perchè fatto da me, senza l’obbligo di nessuno. Un pò di manifesti appesi in giro, qualche volantino, qualche parola. Il mio compito è parlare. La giostra è bella. Quella che porto in giro io, da alcuni mesi, è un circo di immagini, cupe ma serene, dolci. È difficile scendere da questa giostra. Ma non è semplice nemmeno rimanerci. La musica non sempre c’è. E quando non c’è bisogna inventarla. Sbatterla in faccia a chi non vede, non vuole vedere. A chi non sente. Il mio è un gesto anarchico, perché nessuno me l’ha imposto. Ma devi crederci. Nessuno crederà in te, se non prendi a pugni il mondo. Il mio è un gesto anarchico perché banale, uguale a tanti altri. Semplice. Ma mentre ci vivi, capisci che tutto sommato, solo un pazzo spenderebbe i suoi guadagni in stampe, cornici, apparecchi fotografici. Vivere appeso ad un filo. Questo sono io. In bilico, tra il dubbio del domani e la certezza dubbia dell’oggi. Ma forse, qualcosa nel mio piccolo sto imparando. Ridipingendo la mia vita, trovando nuove opportunità, anche dove non ci sono. Spaccando il mondo, lasciando un piccolo segno. A pugni col mondo. O forse, semplicemente, a carezze.

Massimo Demelas

Strong. La forza delle maschere sarde - Massimo Demelas

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2 pensieri su “A pugni col mondo. O forse, semplicemente, a carezze

  1. L’imperativo morale è non perdersi e non disperdersi. Stai facendo la cosa giusta. Usi le parole giuste. Che siano dunque carezze: il coraggio di non restare inerme e immobile ha tutta l’ammirazione possibile, da parte di chi, come cerco di fare anch’io, non si adegua, ma prova a scardinare quel che sembra inamovibile. Cominciare dalla propria coscienza (e scienza). Chapeau, Massimo.

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