Quando nasci e cresci a Nuoro devi sognare

Quando nasci e cresci a Nuoro devi sognare. Per forza. Quando nasci in un centro piccolo, così granitico, fermo, immobile, ruvido, aspro, non puoi far altro che sognare.

Quando ti mancano tante cose, capisci l’essenza e l’importanza di quello che hai, ma anche di quello che vorresti avere.

Quando sono arrivato qualche anno fa a Milano, rimasi colpito da come tanti milanesi dessero poca importanza a varie manifestazioni che si facevano in città.

Forse troppo assuefatti dai mille servizi e dalle mille possibilità, forse ormai ciechi davanti a tanta ricchezza.

Perché per me che sono assetato di arte e di eventi, poter visitare mostre, esibizioni, concerti è stata una manna dal cielo.

Mi sentivo, e mi sento, come un cane che non molla l’osso. Come un cavallo ai nastri di partenza che scalpita.

In questi anni ho girato in lungo e in largo Milano. Ho cercato di assorbire quello che vedevo. Ho cercato di captare quello che accadeva, di interpretare gli stili. Ho cercato di imparare, per poi provare, nel mio piccolo, a farlo anche io.

Forse le varie esibizioni che ho curato sono il frutto di tutte queste esperienze. Che, ammetto, se fossi rimasto a Nuoro non ne avrei potuto beneficiare. Ma allo stesso tempo, se non fossi nato e cresciuto a Nuoro non avrei potuto capire la differenza tra ciò che è e ciò che non è. Tra ciò che serve, e ciò che è inutile.

Quando ti manca una cosa, la devi inventare. Devi saperla sognare. Quando non hai niente, devi immaginare.

Quando non hai niente, allora si, in quel momento puoi sognare.

Ma se hai già tutto, sarà difficile sognare. Io sono un sognatore. E sono anche testardo. Ci provo.

La testardaggine, un’altra caratteristica del nuorese. Senza di questa non avrei fatto un bel niente.

Devi toccare il fondo per capire come risalire. Devi conoscere l’assenza del mondo per cogliere i significati e la bellezza di quello che noi chiamiamo “mondo”.

Devi essere testardo. Duro a morire. Perché tutti ti chiuderanno la porta in faccia, e allora dovrai spalancarla a calci e pugni.

Molti mi dicono che le mie foto sono scure. Non è vero. Sono più che altro, cupe. Molto cupe.

Perché Nuoro è cupa, nera, agreste, ombrosa. Perché la vera essenza del nuorese è chiusa, blindata, cieca.

Perché Nuoro è semplicemente abbozzata. Nuoro è la presa per il culo fatta con astuzia e ironia. Devi imparare ad interpretare ogni segnale. Quello che ti viene detto devi saperlo filtrare.

Imparare il nuorese, non la lingua, ma bensì il linguaggio simbolico, significa imparare un pizzico di marketing.

Perché l’universo simbolico del nuorese è marketing.

Un marketing veramente strong.

Massimo Demelas

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Nuoro - Photo by Massimo Demelas

Nuoro – Photo by Massimo Demelas

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13 pensieri su “Quando nasci e cresci a Nuoro devi sognare

  1. Io ci sono nata, e vivendo in un paese non troppo distante ma molto più piccolo, ci sono stata spesso. La colossale differenza è che venendo da un comune più minuscolo dove gli eventi sono ancora più rari -ammesso che ce ne siano, purtroppo…ma ti assicuro che per me che scrivo è un deserto, zero opportunità-, io qualche spiraglio di luce l’ho visto proprio a Nùoro, dove sono stata premiata ad uno di quei pochi “eventi”. Mi ha fatto tenerezza questa descrizione, adoro questi post…Si deve sognare. La realtà dei piccoli paesi ci fa andare avanti, ci fa venire voglia di “emergere”, trovare il meglio…

    • Ciao Betta! Grazie per il commento. Conosco bene la realtà dei paesi vicino a Nuoro. Di base, nei centri piccoli, quindi anche Nuoro, proprio perché ci sono poche occasioni, la cosa migliore è riuscire a sognare ciò che non hai e provare a realizzarlo! Grazie che segui il mio blog!

  2. Bravo!!
    Sognare e ricordare sono esercizi utili per i singoli e per le comunità. Riscoprire e ricordare le grandi e le piccole cose: le banalità del quotidiano, le storie, i gesti, le parole, tutto serve per far funzionare quella “scatola dei sogni” che ognuno conserva nel proprio intimo.
    http://amerblog.wordpress.com/

  3. Sono orgogliosissima di essere nuorese pur essendo conscia de limiti che questo per certi versi comporta. Ma ho insegnato a mio figlio che i sogni non debbono restare tali, bisogna lottare per realizzarli. Oggi lui ha realizzato il suo sogno, si dedica all’arte, è libero e vive in Svezia.

  4. Buongiorno a tutti,
    Io sono nato a Nuoro ma vivo e lavoro a Firenze da tanti anni ed ho visitato e vissuto in tanti posti tra i quali Milano, New York, etc.. Il mio pensiero è di costante nostalgia verso la mia Terra, l’aria davvero pulita, il clima secco ma con un sentore di iodio marino, l’assenza di zanzare, il campanaccio delle greggi che passano/passavano vicino alla Polivalente sportiva, il mangiare bene e soprattutto biologico senza che questo sia una moda.. Certo, se sono a Firenze è perché in Sardegna c’è poco lavoro, ma è così anche perché NOI (io e te compresi) abbiamo scelto la via più facile: andare via dove il tutto è più immediato. A scuola ci dicevano: cercate di creare qui il lavoro e creerete una grande Sardegna, cercatelo altrove e la vostra Terra morirà e continuerà a spopolarsi dei giovani.
    Ma allora di chi è la colpa (se di colpa si può parlare)? Sui social network una frase che circola sempre è quella che vede i sardi parlare male della propria Terra tra i conterranei, mentre la vanta all’inverosimile nel resto del mondo. Forse – e questo è un invito che faccio ad entrambi – invece che lamentarci di come sia Nuoro (ed il resto della Sardegna) dovremo essere ancora più testardi ed orgogliosi e cercare di trovare quelle idee per rivalutarla e rifarla vivere e ringiovanire.
    Con rispetto, cordiali saluti

    • Ciao Sbat! Grazie per il messaggio. È bello riuscire a coinvolgere e, in qualche modo, scuotere e ragionare su un argomento. Il mio pensiero è rivolto alla forza di Nuoro, anche nelle cose meno belle e immediate che la nostra città riesce ad offrire. È proprio nella mancanza di alcune cose, nel nostro carattere, nell’ambiente circostante che si può trovare il trampolino per i propri sogni. Io nell’articolo ringrazio Nuoro perché è proprio la sua unicità a farti sognare, a proiettarti nel futuro, a pensare ad un altro mondo. Grazie ancora per il commento! Un saluto

      • Buongiorno,
        vorrei fosse chiaro il mio pensiero senza ovviamente che questo appaia come una critica personale, anzi, solo una maggiore chiarezza tra due menti che si conoscono (dopotutto, dietro a queste parole, ci sono persone vere).
        A me è parso di leggere nei tuoi articoli (non solo questo) una sorta di attacco/denigrazione nei confronti di Nuoro e non un vanto, e per quanto certe cose sono indubbiamente vere (dopotutto come aspettarsi di avere uguali opportunità in una cittadina di 35000 abitanti rispetto ad una di un milione?!) non ritengo le rendano giustizia. Ribadisco che questo è ciò che mi è parso, ma se tale è davvero il tuo pensiero vorrei semplificare un duplice concetto (rivolto a tutti ovviamente … miei amici compresi):
        ”1. Se un posto non ti piace, vai altrove e poi però non denigrare dove stavi perché altrimenti vivi nel passato e non permetti di crescere né a te stesso né proprio a quel posto natio.”
        ”2. Quando uno è in pace con sé stesso, trova la felicità dentro la sua mente e corpo, quindi ogni posto è quello felice”.
        Ovviamente questo è il mio pensiero e non un diktat per gli altri perché ci deve essere rispetto e cordialità reciproca però, sarà la nostalgia della mia Terra specie nell’approssimarsi della Pasqua, ritengo che la Sardegna e Nuoro meritino di più.. e magari qualche nostro reale sforzo per farla rivivere.. e perché no, proprio ripuntando sulla tradizione da mettere in contatto col turismo.

      • Ciao Sbat. Ti ringrazio ancora per il tuo commento. La mia città è Nuoro, la rispetto, la porto dentro di me, mi ha insegnato tanto e continua ad insegnarmi tanto. Alcune volte uso termini duri, è vero. Ma è solo il mio modo per esaltare la sua complessa bellezza. Tu forse la descrivi in maniera diversa. Va bene così. Siamo tutti diversi. Un saluto.

  5. Sono di Nuoro. Fatto uni e lavorato per camparmi 11 anni a milano. Sono molti più i sogni che ho dovuto fare a milano nella speranza di riavvicinarmi col pensiero alla mia isola e a nuoro. Io sono uno di quelli che partecipava all’arte milanese scoprendo che essa si che è solo marketing spesso privo di sostanza.. espressione… contenuti. Mi dispiace ma io ritengo che milano soffochi la vera arte e snaturi col mercato qualsiasi cosa venga dalla nostra terra svuotandola della forza dei contenuti e delle emozioni e ricoprendola di grigio. Forse il cupo non viene da nuori. Ma da un nuorese a milano.

    • Ciao Mario, grazie per le tue osservazioni. Io proprio nella chiusura di Nuoro e nella mancanza di tante cose (come è ovvio che sia in un centro piccolo) vedo proprio la voglia di riscatto e di sognare, di pensare, di proiettarsi nel futuro. Hai scritto con altre parole il mio pensiero: Milano spesso ti offre talmente tanto che poi non ti rendi conto di quello che hai.

    • Mentre leggevo cio’ che hai scritto ho provato una tristezza infinita , ogni parola e’ la mia ,ogni considerazione scaturisce dai miei pensieri .Ognuno esprime la sua arte come puo’ .E’ condivisibile cercare di realizzarsi attraverso il lavoro ,il lavoro e’un diritto ,e’ triste concentrare le proprie energie per riuscire a respirare ,perche’ questa citta’ ci ha tradito ,si e’ chiusa e realizza i suoi obbiettivi utilizzando l’ atroce quanto ingiustificata legge del branco ,quella che ti fa morire ogni giorno un pochino ,spietata ,Quando una citta’ non ha spazio per la pieta’ e si nutre del dolore altrui ,all0ra e’ morta dentro . Il mondo interiore ,meraviglioso ,infinito e colorato ,questo ancora ci salva ,quello che vediamo intorno a noi ,non ha piu’ alcun significato .Eccetto bambini e animali.Ciao Massimo ,ti auguro di realizzare i tuoi sogni al piu’ presto.

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