10 modi di dire nuoresi che non (puoi) usare a Milano

Quando vivi a Milano da un po’ di tempo, pian piano ti abitui a mettere da parte modi di dire nuoresi. Per svariati motivi, ma principalmente perchè è inevitabile che non vengano capiti.

Ecco quindi l’elenco delle 10 cose/modi di dire nuoresi che non usi a Milano

1) Mischino. Allora, chiariamolo una volta per tutte: c’è un abisso tra la parola “mischino” e la parola “meschino”. Quando noi diciamo “mischino” intendiamo indicare una persona con una situazione sfavorevole, ma è un modo per confortarlo e non per disprezzarlo. Dopo alcuni mesi che sarete a Milano, sarete pressocchè obbligati a trasformare la parola “mischino” in “poverino”. Così sono tutti contenti.

2) “Un paio“. Sfatiamo questo mito: se è vero che un paio indica “due” cose, all’inizio mi pareva ovvio che dal fruttivendolo se dicevi “mi dia un paio di mele”, il fruttivendolo ti dava 4/5/6 mele e non 2. Ma così funziona. Quindi se avete in mente di fare una bella macedonia, specificate: mi dia 4 mele, 2 confezioni di fragole, 8 pere, 5 pesche.

Ps: per le scarpe anche noi usiamo dire un paio. Giusto in questo caso.

3) Postalino. Postalino lo usiamo solo noi. Vi abituerete a chiamare direttamente il numero della linea: prendo la 43 (io in realtà continuo a chiamarlo “il” 43…sarà che per me rimane sempre un postale).

4) Cancellina. Ricordate a scuola quando per cancellare gli errori usavamo la “cancellina”? Nel mio girovagare per l’Italia ho sentito solo “bianchetto”.

5) Vado alle poste. Qui dicono “vado IN posta”.

6) “Chi tutto c’era?” o “Chi tutti c’era/c’erano?“: non fate mai esclamazioni così. È difficile da spiegare. Fate prima a dire: “Chi c’era nello specifico, in quel dato evento? C’era una gran folla rumorosa oppure un sonneggiante pubblico? C’era il Signor Rossi o il Signor Bianchi?”

7) Anche la parola più semplice “EIA“, spesso non è capita. E capita così che “Andiamo a prendere un caffè?” “Eia, aiò”. E nessuno si muove o comunque si crea una certa incomprensione.

8) Bette mulo. Ma anche togliendo il bette e lasciando solo il MULO, penseranno ad un agriturismo, ad un allevamento, a qualsiasi cosa riguarda il mondo contadino e non alla bravura di una persona.

9) Piccolina la smerda. Se capiranno che in realtà con “piccolina” intendiamo descrivere l’opposto ossia “che grandissima brutta figura” allora forse possono ambire a passare allo step successivo: “ti ho sceso bet’ ‘ismerda”. Da cultori.

10) Il cofano, chiamatelo baule.

Massimo Demelas
http://www.massimodemelas.wordpress.com

Statua del Redentore di Nuoro

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6 pensieri su “10 modi di dire nuoresi che non (puoi) usare a Milano

  1. Quando sono arrivato a Casteddu, ormai quasi un lustro fa, la prima è più dolorosa rinuncia è stata POSTALINO… Da lì ho capito che la mia vita non sarebbe stata più la stessa… mai più…

  2. Da me in prov di Trento si usano tranquillamente ‘cancellina’, ‘vado alle poste’ e ‘cofano’.
    Penso che più che nuoresi, siano modi di dire “provinciali”, che in una grande città non si sentono

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