10 cose che il nuorese odia quando deve prendere l’aereo

Ecco l’elenco delle 10 cose che il nuorese odia quando deve prendere l’aereo per tornare a Milano.

1) Arrivare all’aeroporto. Soprattutto quando l’orario di partenza è all’alba. Soprattutto quando devi arrivare a Cagliari o Alghero perché 8 mesi prima hai trovato l’offerta low cost. Un viaggio simpatico come la sigla di Pittarosso cantata da Simona Ventura.

2) Il doppio maglione che indossi per alleggerire il carico della valigia. La salsiccia sottovuoto che metti in tasca.

3) I muscoli che non hai. Gli stessi muscoli che sforzi, con fare spaccone, per sollevare la tua valigia davanti agli occhi dell’hostess del check in. Sai che pesa troppo. Ma fai finta di niente. Con l’unico dito della mano sinistra rimasto libero getti sul desk la tua carta d’identità (il resto della mano tiene in ordine: cellulare, borsellino, carta d’imbarco e un biglietto del cinema di Prato che ti sei ritrovato per caso. La mano destra invece, è ancora in tensione per dimostrare la leggerezza del tuo bagaglio).

4) L’indecisione alla domanda: “corridoio o finestrino?”

5) La valigia che spesso entra a “intradura” dentro la struttura in ferro per le misure standard consentite.

6) Il tuo computer. Sai che è incastrato benissimo, tra una maglietta e un libro che hai preso per non sentire la nostalgia di casa. Fai finta di niente. Ci provi. Ma appena passa ai controlli “Scusi, ha per caso un computer o qualche dispositivo dentro la valigia? Lo tolga e lo metta nel cestino”.

7) Toglierti la cintura, gli occhiali, l’orologio, il giubbotto, il borsellino. Speri di non perdere niente in quel casino di via vai. Ma devi farlo. Se no “Scusi ha oggetti di metallo?”

8) Anche se hai passato i controlli senza problemi, all’ultimo ti fanno riaprire la valigia. Tra un paio di boxer e un casizzolu sotto vuoto, devi spiegare che dentro quel pacco ci sono pappassini e aranzada.

9) Buttare un litro d’acqua. Per questioni di sicurezza. Oppure bere tutto il litro d’acqua. Sempre per questioni di sicurezza. E quando sei dentro l’area di imbarco, comprare una bottiglietta da mezzo litro al prezzo di 6 bottiglie da 2 litri.

10) La fila, tutta italiana, di gente che non sa mettersi in fila e degli stuart che ogni due secondi annunciano “a destra quelli dalla 1 fino alla 70, a sinistra quelli dalla 70 alla 200”. Dopo un paio di queste battute cambiano modulo “a destra quelli con passeggini, una pentola inox e un biglietto dell’Enalotto, a sinistra quelli dal posto 80 meno 10 radice quadrata di 2 diviso 8”.

Alla fine entri in aereo. Ti sentirai un figo. E anche un vecchio. Hostess e stuart in maniera compulsiva esclameranno ogni 3 secondi “Buon giorno Signore, buon viaggio” e tu, farai viaggiare il tuo sguardo dal biglietto con scritto il numero di posto, al numero scritto sopra le poltrone. Posto, poltrone. Posto, poltrone. Posto, poltrone. Quando arrivi al numero 30A, quasi sempre occupato da un abusivo che doveva stare dalla parte del corridoio, cravi dentro quella cavolo di cappelliera la tua valigia, comprata 15 anni prima alle Vele di Cagliari.

E che il viaggio possa avere inizio.

Massimo Demelas
http://www.massimodemelas.wordpress.com

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Un pensiero su “10 cose che il nuorese odia quando deve prendere l’aereo

  1. Buona l’aranzada…addolcisce un po’ la tragicomica partenza.
    Anni fa ho fatto un allucinante viaggioi nave con una valigia stranamente pesante. Non riuscivo a capire…ma una volta arrivata nel continente ho scoperto che mia mamma aveva infilato nel doppio fondo casiggiollu e sattizzu.

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