La Sardegna è conosciuta solo per il mare

La Sardegna è un’isola; è circondata dal mare.

I suoi confini sono netti. Non esistono le sfumature. O tutto, o niente.

In Sardegna puoi restare o partire. Di certo, non ci capiti per sbaglio. Non è una meta che incontri casualmente lungo il tuo percorso.

Qui qualsiasi spostamento è un viaggio. Spostarsi da Nuoro a Sassari è un viaggio, come anche da Nuoro a Cagliari. E viceversa. Per non pensare poi al mare.

Il mare. Quando vivi in Sardegna spesso non pensi nemmeno al mare. O forse, quando vivi al centro della Sardegna quasi ti dimentichi del mare.

Ma ad un certo punto della tua vita, quando devi decidere se rimanere o andare via, il mare lo incontri.

Con lui ti scontri, lo odi. Perché rende tutto più contrastato, diviso, separato.

Decidi: da una parte o dall’altra. Spesso la scelta non è semplice, spesso è scontata.

Credo che la Sardegna, più di ogni altra terra trasmetta questo senso di distacco.

Talmente diversa dal resto d’Italia, talmente Sardegna. Un marchio di fabbrica.

In continente poi, sardo tra italiani, sardo tra stranieri. La matrice sarda di ognuno di noi è la nostra prima carta d’identità.

Ovunque andrai sarai in qualche modo solo, con la tua sardità che non conosce similitudini con altre culture, nel bene e nel male.

Quando si parla di Sardegna tutto è moltiplicato: la distanza, il mare, il vento, l’accento.

Quando si parla di Sardegna tutto deve partire da zero. Ogni volta puntualmente bisogna partire da zero.

Perchè tante cose che noi sardi diamo per scontate, nel resto d’Italia spesso non sanno cosa siano per il semplice motivo che non vengono comunicate.

Quanta fatica parlare dell’importanza dei nuraghi e della civiltà nuragica.

Tutti conoscono i trulli, in pochi conoscono i nuraghi. Un confronto azzardato, ne sono consapevole. Ma sicuramente un piccolo punto di partenza per ragionare.

Tutti conoscono la pizzica. In pochi conoscono i balli sardi.

Tutti conoscono le canzoni neomelodiche, in pochi conoscono il canto a tenore.

Quando vivi in Sardegna non riesci a percepire tutte queste mancanze. Da fuori invece hai una visione più realistica di come stiano le cose: la Sardegna è conosciuta solo per il mare.

Forse è anche per questo che da un punto di vista economico, soltanto i mesi estivi (quando va bene) riescono a frenare quest’emorragia di crisi, di disoccupazione, di oscuramento sociale.

Quando capiremo che la cultura può dar da mangiare tutto l’anno, operando in un sistema di sinergie con le classi politiche e governative, forse non avremo bisogno di spiegare al resto d’Italia chi siamo.

Lo sapranno già. E forse, in primis lo sapremo anche noi: sardi, nella cultura, nelle radici. Nel cuore.

Massimo Demelas
http://www.massimodemelas.wordpress.com

Complesso Nuragico Barumini

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